"DUCE CON VOI SINO ALLA MORTE"

giovedì 13 aprile 2017


Di precoci attitudini letterarie, nel 1917 pubblicò la sua prima raccolta di poesie. Divenne collaboratore dei quotidiani La Nazione e La Stampa come corrispondente da Germania e altri paesi. Partecipò come giornalista all'impresa di Fiume di d'Annunzio.
Laureatosi in Giurisprudenza, entrò in diplomazia nel 1925, fu destinato a Monaco di Baviera (1927-1929), Budapest (1929-1931), Berlino (1931-1932), Pechino (1932-1934), Atene (1934-1936). Nel 1938 divenne Capo di gabinetto del Ministro degli Esteri Galeazzo Ciano, suo amico da lungo tempo.
Partecipò come volontario alla Guerra Civile Spagnola, col grado di tenente d'artiglieria, e il 24 novembre 1936 garantirà il sostegno dell'Italia al generale Franco. In quel conflitto si meritò una croce di guerra,
È menzionato, come Ciano, fra i mandanti dell'assassinio dei fratelli Nello e Carlo Rosselli, esuli in Francia che combattevano il fascismo, massacrati a Bagnoles-de-l'Orne il 9 giugno 1937 da cospiratori francesi della "Cagoule", su mandato dell'ufficio torinese del SIM, il Servizio di Informazioni militare.
Nel 1941 fu in importanti missioni in Croazia e Grecia, pur deciso, come Ciano, dello sganciamento dell'Italia dalla Germania. Nel 1942 fu destinato alla guida della Legazione di Budapest.

Dopo l'8 settembre 1943 aderì alla Repubblica Sociale Italiana divenendone l'Ambasciatore a Berlino. Per Tito Gandini "Anfuso è stato l'ultimo ambasciatore della repubblica di Salò a Berlino, rappresenta l'epoca di più alto connubio, di maggiore compenetrazione, di simbiosi filosofica tra fascismo e nazismo, in un momento in cui Mussolini aderì all'ideologia dell'olocausto per quelle che definì essere ragioni politiche". Per contro, altri autori e studiosi hanno ricordato la pressante azione svolta da Anfuso a favore dei militari italiani deportati in Germania dopo l'8 settembre 1943. Così pure, gli interventi di Anfuso e della sua Ambasciata per aiutare connazionali ebrei che sono stati evidenziati in occasione del processo ad Eichmann, tenutosi in Israele nel 1961.

Il 26 marzo 1945, dopo la morte di Mazzolini e il breve interim di Mellini, venne fatto rientrare in patria dal Duce che lo nominò sottosegretario agli Esteri della RSI.

Venne condannato a morte in contumacia a Roma nel 1945 dall'Alta Corte di Giustizia per collaborazionismo con i nazisti e per crimini fascisti.

Dopo la guerra si rifugiò in Francia, dove venne arrestato, detenuto ed indagato per due anni. La Giustizia francese lo rilasciò nel 1948 con un non luogo a procedere nei suoi confronti e Anfuso si rifugiò in Spagna.

In Italia venne assolto con una sentenza della Corte d'Appello di Perugia nel 1949. Era ministro plenipotenziario di I classe a riposo.

Rientrato in Italia nel 1950, aderì al Movimento Sociale Italiano e nel 1953 venne eletto deputato nel collegio unico nazionale [2] e riconfermato per le due successive legislature (1958 e 1963) nel collegio di Catania. Appoggiò la NATO in funzione anticomunista e nel dicembre 1963, mentre parlava alla Camera, venne colto da malore e spirò in aula a Montecitorio.

Filippo Anfuso ha lasciato un importante libro di memorie, Roma-Berlino-Salò (1936-1945), pubblicato a Roma nel 1950, oltre che una serie di libri, articoli e scritti di carattere biografico, storico e politico. Nel 2002 il comune di Catania gli ha dedicato una strada.







Filippo Anfuso, nasce a Catania l’1 gennaio 1901. Corridoniano e gentiliano, è Legionario fiumano. Si laurea in Giurisprudenza e, giornalista a Roma, è corrispondente de LA NAZIONE e de LA STAMPA. Per 15 mesi dirige LA NUOVA ITALIA in Libia, dove nel 1923 si iscrive al PNF. E' allievo di Giovanni Gentile. Fa l'inviato speciale in Germania e Polonia. 

Nel 1925 vince il concorso per la carriera diplomatica. Dopo Baviera, Ungheria e Berlino, è in Cina e in Grecia. Nel 1937 Galeazzo Ciano lo nomina Capo di Gabinetto del Ministero degli Esteri e dal 1938 ha il rango di Plenipotenziario. Nel 1941 è in Missione a Zagabria ed Atene. Accompagna Mussolini nell’incontro con Hitler in Ucraina del 28 agosto 1941. 

E’ volontario in Spagna, in Artiglieria, con il grado di Tenente. Dopo il 25 luglio 1943 sconsiglia a Galeazzo Ciano un rifugio in Germania. L’8 settembre lo coglie in Ungheria, dove è Capo Legazione, rientrato da un licenza a Roma iniziata dopo lo sbarco in Sicilia, evento che lo spinge a chiedere il 18 luglio, invano, di poter combattere. 

Il 12 settembre conferma fedeltà con questo telegramma ”Duce, sempre con Voi fino alla morte” e il 18 settembre va a salutare Mussolini a Hirschberg di Weilheim, a Sud dei due laghi Ammer e Starnberger. Da Monaco, collabora alla formazione, a Roma, del Governo del 23 settembre 1943. Dal 29 settembre è a Berlino per affrontare i nodi sopravvenuti con la Germania, dalle razzie in Italia all'assistenza dei militari catturati e dei lavoratori coatti, al nuovo Esercito della RSI, alle Missioni diplomatiche in e fuori Europa. 
Il 13 novembre 1943 presenta ad Hitler le credenziali di Ambasciatore dello Stato Nazionale Repubblicano. Ottiene dalla Fuehrung più del pensabile per internati e lavoratori in Germania, tanto che mensilmente possono partire dall'Italia 250 vagoni ferroviari con 20 mila quintali di viveri in gratuita assistenza. Ma è anche il vincente promotore, dalla Germania, per il varo della Convenzione di Fasano del 15 maggio 1944, accordo internazionale valido indipendentemente dai Governi contraenti, sul "ricupero di ogni preda bellica" anche prima del 1943, firmata dall'Addetto agli armamenti in Italia Walter Schieber e dall'Ambasciatore Rudolf Rahn con il Sottosegretario per l'Estero Serafino Mazzolini e il Ministro per l'Economia Corporativa Angelo Tarchi”. 
Con la Convenzione di Fasano rintracciata nei Ministeri della RSI a Bergamo e Salò (BS) su indicazione dell'ormai prigioniero Angelo Tarchi, il 29 aprile 1945 a Milano, diventa possibile la riconsegna alla Banca d'Italia delle riserve auree italiane, che gli americani a seguito della Resa di Caserta e prima della capitolazione del Terzo Reich, senza ingerenze dell'URSS possono prelevare a Fortezza (BZ) insieme alle opere d'arte che erano state trasferite in Alto Adige (l'oro viene in parte trasferito a Fort Knox). 
Nei libri di due antifascisti, l'inglese W. Frederick Deakin e il tedesco Erich Kuby, è uno dei più intelligenti, abili e coraggiosi diplomatici della 2. Guerra Mondiale. 
Dal 15 marzo 1945 è Sottosegretario per l’Estero della RSI e il 26 assume le funzioni a Salò. I tedeschi, con un pretesto lo convocano a Bad Gastein , sede per Diplomatici presso il Reich e la RSI, per allontanarlo da Mussolini (tre telefonate per riaverlo con sé). Nel tentativo di rientro dal 26 aprile si trova bloccato con l'auto a Riva (TN). 
Peregrina tra Austria, Svizzera, Francia (vi è recluso due anni) e Spagna, perché a Roma il 12 marzo a Roma è stato condannato a morte. Il 14 ottobre 1949 a Perugia viene assolto dal concorso nell’uccisione in Francia (9 giugno 1937 a Bagnoles de l'Orne) dei due fratelli fuoriusciti Carlo (miliziano in Spagna) e Nello Rosselli, socialisti-azionisti. 
Scrive in carcere DU PALAIS DE VENISE AU LAC DE GARDE (1949), tradotto in italiano, tedesco e inglese. Deputato del M.S.I. per tre Legislature, è anche Direttore de IL SECOLO D’ITALIA. Ha un infarto a Montecitorio e muore a Roma il 13 dicembre 1963.


FILIPPO ANFUSO ADOLESCENTE CON IL FRATELLO MINORE FRANCESCO